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Padula Antonio

Antonio Padula è nato a Castellammare di Stabia nel golfo di Napoli, il 16 Aprile del 1943, da genitori napoletani. Infante è giunto a Brescia durante le tempeste della guerra al seguito del padre Fabrizio, ufficiale medico, reduce dalla Russia, il quale dopo alcune peregrinazioni tra le valli lombarde si è stabilito con la famiglia nella città di Brescia.
Dalla madre Flora dello Ioio, nobile napoletana, pianista, ha ereditato, insieme all'ironia partenopea, una certa attitudine artistica, la passione per la musica dei colori, che ha sempre accompagnato le tappe della sua vita, (anche nell’attività di pittore che ha coltivato fin da bambino), accanto alla professione di psicologo e di filosofo.
Dal padre, affermato cardiologo nonché presidente dell'Ordine dei medici di Brescia, Antonio ha ereditato passione e spirito di ricerca scientifica, e di lui ha potuto apprezzare, negli anni della sua formazione, l'approccio alla cura del malato, inteso come persona unica e irripetibile, al di là della sua malattia come insieme di sintomi.
Il padre Fabrizio fu per il piccolo Antonio testimone esemplare di questa capacità di accostarsi alla sofferenza degli altri, (decisiva nella pratica clinica) nutrita di quella tradizione di medici ed umanisti (oggi scomparsa) che affondava le sue radici nella figura di Ippocrate, il medico- filosofo greco, arrivata fino alla Scuola medica salernitana, fondata da Federico II.
Appassionato di studi filosofici, Antonio ha coltivato negli anni dell'Università e della sua formazione il versante antropologico- artistico- spirituale, integrandolo agli studi di psicologia scientifica.
Docente di filosofia nei licei, Antonio Padula ha maturato negli anni una personale prospettiva antropologica che consente un approccio educativo e clinico- terapeutico capace di stimolare tutte le risorse di cambiamento che ogni paziente porta con sé: come per lo studente apprendere è attingere, sulle orme di Socrate e di Agostino, al maestro interiore da risvegliare, così anche il cammino di guarigione nasce dalle fonti custodite nel corpo, nella mente, nell'anima, chiamando all'opera l'energia dell'inconscio creativo che ogni persona custodisce nel profondo di sé.
Antonio Padula come psicoterapeuta ipnotista coltiva la capacità di "vedere" e di ri-creare equilibrio e armonia, là dove il flusso vitale" ristagna" (la malattia è anche uno squilibrio congelato). Questa capacità diagnostico-clinica, per certi versi affinata nella pittura, aiuta a sentire, a costruire e comunicare metafore di cambiamento: forme, colori, suoni, movimenti di vita, immagini vivificanti, che la pratica clinica di tutte le scuole di psicologia considera un grande fecondo alimento per la salute del corpo, della mente, dell'anima, recuperando una antica millenaria saggezza. Comprendere il mondo simbolico del paziente, carico di significati nascosti, talvolta sepolti nei sintomi, talvolta oscuri come i suoi sogni, è sfida per lo psicologo che vuole veramente prestare ascolto alla tristezza che gli racconta, accompagnarlo nel suo cammino e condividere la sofferenza.
In questo cammino l'ipnosi consente di avvicinarsi di più al nucleo della sua "impasse", e di risvegliare il cuore, il motore del cambiamento.
Iscritto all'albo degli psicologi della Lombardia.

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